Indice di adozione dell’IA del 2025: quali Paesi usano di più gli strumenti AI?


C’è un modo concreto per misurare quanto l’intelligenza artificiale (IA) sia entrata nella quotidianità: osservare quante persone scaricano le app AI. È l’approccio adottato dall’Indice di adozione dell’IA di Cybernews, che mette a confronto 64 Paesi per capire dove l’adozione progedisce più rapidamente e dove procede a passo ridotto.

I ricercatori di Cybernews hanno analizzato i dati di download delle 100 app AI più popolari in ciascun Paese e li hanno confrontati con la popolazione nazionale, così da stimare i tassi di adozione.

I dati sui download delle app AI provengono da Google Play Store e Apple App Store, tramite una piattaforma indipendente di analisi dei dati. Nel complesso, i Paesi inclusi nell’Indice di adozione dell’IA rappresentano circa il 70% del PIL globale e il 55% della popolazione mondiale.

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Dataset completo, grafici e dettaglio per Paese sono disponibili nella pagina dedicata dell’Indice di adozione dell’IA.

Key takeaways:

Chi guida la corsa all’adozione dell’IA?

top 10 countries by ai adoption

#1 Singapore

L’adozione a Singapore è passata dal 24% nel 2023 al 52% nel 2024, fino al 66% nel 2025.

I download sono saliti da 1.4 milioni (2023) a 3.2 milioni (2024) e 4.0 milioni (2025), con un incremento del +27% su base annua tra il 2024 e il 2025.

Nel 2019 Singapore è stata tra i primi Paesi a introdurre una Strategia nazionale per l’intelligenza artificiale. Il piano prevedeva l’integrazione dell’IA nei settori dell’istruzione e della sanità. Secondo il rapporto ufficiale, il governo ha inoltre stanziato oltre 500 milioni di dollari di Singapore (S$) per ricerca e sviluppo in ambito dell’intelligenza artificiale.

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Grazie a queste iniziative precoci, l’IA era già integrata in numerosi servizi pubblici prima dell’esplosione di popolarità di ChatGPT. Oggi viene impiegata nei sistemi di apprendimento adattivo nelle scuole, nella gestione sanitaria negli ospedali. Ma viene usata anche nei controlli di immigrazione e doganali e nella prevenzione delle truffe online.

#2 Cile

In Cile l’adozione è cresciuta dal 19% nel 2023 al 32% nel 2024, fino al 60% nel 2025.

I download sono aumentati da 3.7 milioni (2023) a 6.3 milioni (2024) e 11.8 milioni (2025), con una crescita del +88% anno su anno tra il 2024 e il 2025.

L’Indice Latinoamericano di Intelligenza Artificiale (ILIA) 2025, elaborato dal Centro Nazionale per l’Intelligenza Artificiale del Cile (CENIA), colloca il Paese al primo posto in America Latina, classificandosi come “pioniere” per maturità nell’IA.

Secondo il rapporto ILIA, il Cile si distingue per un equilibrio solido tra fattori abilitanti — infrastrutture, dati e capitale umano — ricerca e governance.

#3 Emirati Arabi Uniti

Negli Emirati Arabi Uniti, l’adozione è salita dal 10% nel 2023 al 27% nel 2024, fino al 56% nel 2025.

I download sono cresciuti da 1.1 milioni (2023) a 2.9 milioni (2024) e 6.3 milioni (2025), con un aumento del +107% su base annua.

Oltre a Singapore, gli Emirati sono l’unico Paese a mostrare un livello analogo — se non superiore — di visione strategica e preparazione sull’intelligenza artificiale.

Già nel 2017 gli Emirati hanno lanciato la prima Strategia nazionale per l’intelligenza artificiale al mondo. Come nel caso di Singapore, l’avvio anticipato ha favorito l’integrazione dell’IA nei servizi pubblici prima del boom globale delle tecnologie generative.

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Nel 2023 è stata presentata una roadmap aggiornata, la UAE Artificial Intelligence Strategy 2031, con l’obiettivo dichiarato di diventare leader globale entro il 2031.

Nel 2025, Omar Sultan Al Olama, Ministro di Stato per l’Intelligenza Artificiale, ha dichiarato che gli Emirati hanno raggiunto un livello record del 97% di utilizzo degli strumenti di intelligenza artificiale all’interno delle entità governative.

Paesi baltici nella top 10 per adozione dell’IA

Uno dei risultati più sorprendenti dell’Indice di adozione dell’IA è la presenza di tutti e tre i Paesi baltici — Lituania, Lettonia ed Estonia — nella top 10 per diffusione dell’intelligenza artificiale.

Sebbene non sempre al centro dell’attenzione mediatica, le nazioni baltiche vantano infrastrutture digitali avanzate e una forza lavoro altamente qualificata nel settore IT. Inoltre, Estonia e Lettonia registrano i più alti tassi di penetrazione Internet nell’Europa centrale e orientale (CEE).

#4 Lettonia

In Lettonia l’adozione è passata dal 15% nel 2023 al 30% nel 2024, fino al 55% nel 2025.

I download sono cresciuti da 275.400 (2023) a 558.500 (2024) e 1.0 milione (2025), con un incremento del +83% su base annua.

#7 Lithuania

L’adozione è aumentata dal 17% nel 2023 al 35% nel 2024, raggiungendo il 52% nel 2025.

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I download sono saliti da 476.500 (2023) a 1.0 milione (2024) e 1.5 milioni (2025), pari a una crescita del +49% anno su anno.

#8 Estonia

In Estonia l’adozione è cresciuta dal 13% nel 2023 al 30% nel 2024, fino al 51% nel 2025.

I download sono aumentati da 176.100 (2023) a 406.400 (2024) e 691.400 (2025), segnando un incremento del +70% su base annua.

Stati Uniti: leader nell’innovazione, meno nella diffusione dell’IA

Negli Stati Uniti l’adozione degli strumenti di intelligenza artificiale è salita dal 20% nel 2023 al 33% nel 2024, fino al 41% nel 2025, posizionando il Paese al 28° posto nella classifica.

I download sono aumentati da 67.4 milioni (2023) a 110.9 milioni (2024) e 139.7 milioni (2025), con una crescita del +24% su base annua tra il 2024 e il 2025.

Per volume assoluto di download, gli Stati Uniti sono secondi al mondo, con quasi 140 milioni di download nel 2025, preceduti solo dall’India.

Resta evidente il divario tra capacità tecnologica e diffusione effettiva: gli Stati Uniti rappresentano un hub globale dell’innovazione in ambito IA e guidano sul piano infrastrutturale — con 53.7 GW di capacità installata, pari al 44% della capacità mondiale dei data center. Tuttavia, in termini di adozione pro capite, vengono superati da economie più piccole, altamente digitalizzate e già pronte all’integrazione dell’IA.

Giappone: eccellenza tecnologica, ma adozione limitata

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Nonostante la reputazione di Paese all’avanguardia tecnologica, il Giappone si colloca al 57° posto su 64 con un’adozione dell’IA pari al 17%. Nel 2025 i download di AI tools raggiungono i 21.3 milioni, segno che l’interesse esiste, ma il dato pro capite indica una penetrazione limitata.

Diversi fattori contribuiscono a questo scenario. La cultura aziendale giapponese è tradizionalmente orientata al consenso (nemawashi), un processo decisionale che può rallentare l’adozione di tecnologie trasformative come l’intelligenza artificiale nelle imprese. Inoltre, il Giappone ha la popolazione più anziana al mondo: il 28.7% dei cittadini ha 65 anni o più.

La normativa sul lavoro — in particolare la legge sulla stabilizzazione dell'occupazione degli anziani — impone alle aziende di garantire l’occupazione fino ai 65 anni e incoraggia opportunità lavorative fino ai 70. Questo contesto demografico e normativo implica che la quota di lavoratori più giovani, spesso più propensi a promuovere l’adozione dell’IA, sia relativamente ridotta, mentre le posizioni decisionali restano in larga parte in mano a generazioni meno inclini a modificare processi consolidati.

Anche la lingua incide. Molti strumenti d’intelligenza artificiale, in particolare i grandi modelli linguistici, sono stati addestrati principalmente su dati in inglese e ottimizzati per utenti anglofoni. Nel 2025 il Giappone si colloca al 96° posto su 123 Paesi nell’Indice di competenza linguistica EF, nella fascia di competenza “molto bassa”.

L’età media elevata, la limitata padronanza dell’inglese e le rigidità organizzative rappresentano quindi alcuni dei principali fattori alla base della relativamente bassa adozione degli strumenti d’intelligenza artificiale nel Paese.

Un’eccezione nella crescita globale: il caso Filippine

In un dataset in cui tutti i Paesi registrano una crescita anno su anno, le Filippine rappresentano l’unica eccezione: l’adozione dell’intelligenza artificiale è diminuita.

I download sono scesi da 43.4 milioni nel 2024 a 40.8 milioni nel 2025, con un calo del 5%, mentre il tasso di adozione è passato dal 37% al 35%, collocando il Paese al 47° posto in classifica.

Le Filippine erano state tra gli early adopter rispetto ad altre economie con un livello di sviluppo simile, grazie anche a una popolazione anglofona che aveva accolto con entusiasmo gli AI tools. Nel 2025, tuttavia, l’economia ha registrato un rallentamento significativo, con una crescita del PIL pari al 4.4%, la più debole dal 2011 escludendo il 2020 segnato dalla pandemia. Questo contesto macroeconomico è con ogni probabilità uno dei principali fattori alla base della flessione nell’adozione.

Ultimi per adozione dell’IA

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Di seguito i dieci Paesi con il livello più basso di adozione secondo l’Indice di adozione dell’IA:

PosizionePaeseAdozione nel 2024Adozione nel 2025Crescita su base annua
#55Thailandia10%23%130%
#56Egitto9%18%100%
#57Giappone6%17%183%
#58Sudafrica8%16%100%
#59Bielorussia7%12%71%
#60Pakistan3%12%300%
#61India3%11%267%
#62Nigeria1%7%600%
#63Polonia3%7%133%
#64Venezuela3%7%133%

Dove l’adozione accelera di più

I tassi di crescita anno su anno mostrano dove l’adozione dell’intelligenza artificiale sta accelerando più rapidamente. Cinque Paesi hanno registrato un incremento superiore al 200%:

PaeseAdozione nel 2024Adozione nel 2025Crescita su base annuaPosizione attuale
Nigeria1%7%600%#62
Pakistan3%12%300%#60
India3%11%267%#61
Algeria11%37%236%#33
Libano16%49%206%#10

Queste percentuali, per quanto elevate, vanno interpretate nel giusto contesto: il passaggio dall’1% al 7% in Nigeria equivale a una crescita del 600% su base annua, ma in termini assoluti rappresenta un aumento di soli 6 punti percentuali, che lascia comunque il Paese al terzultimo posto a livello globale per adozione dell’intelligenza artificiale.

Volume di download vs adozione effettiva

I cinque Paesi con il maggior numero assoluto di download nel 2025:

Classifica per volumePaeseTotale downloadTasso di adozionePosizione delle adozioni
1India162.5 milioni11%#61
2Stati Uniti139.7 milioni41%#28
3Brasile74.6 milioni35%#43
4Indonesia70.4 milioni25%#53
5Messico53.1 milioni40%#29

Esiste una differenza marcata tra i Paesi con il maggior numero di download e quelli con i tassi di penetrazione più elevati. I 162.5 milioni di download dell’India superano di oltre quaranta volte i 3.9 milioni di Singapore, eppure il tasso di adozione di Singapore è sei volte superiore.

Gli Stati Uniti, pur registrando il secondo volume di download più alto al mondo, si collocano soltanto al 28° posto per adozione dell’intelligenza artificiale.

Paesi con alti volumi ma bassa penetrazione — come India, Indonesia e Brasile — dispongono di un ampio margine di crescita, soprattutto con il miglioramento delle infrastrutture e una maggiore accessibilità degli AI tools a fasce più ampie della popolazione.

Al contrario, economie con tassi di adozione già elevati — come Singapore, Cile ed Emirati Arabi Uniti — hanno raggiunto una penetrazione profonda e vedranno con ogni probabilità un rallentamento della crescita man mano che si avvicinano alla saturazione del mercato.

Il PIL pro capite incide, ma non basta nella diffusione dell’intelligenza artificiale

Esiste una relazione tra PIL pro capite e adozione dell’intelligenza artificiale da parte dei consumatori, ma non è lineare. I Paesi più ricchi tendono ad adottare prima, tuttavia il PIL pro capite funziona più come una soglia di accesso che come un fattore determinante.

Nel dataset, i primi 10 Paesi per adozione registrano in media un 55% di diffusione tra i consumatori, con un PIL pro capite medio di 42.327 dollari. Gli ultimi 10, invece, si fermano a circa 13% di adozione, con un PIL pro capite medio di 11.428 dollari.

Ai livelli di reddito più bassi, l’adozione è spesso limitata da fattori strutturali come l’accesso all’elettricità e la penetrazione di Internet. In Nigeria, ad esempio, uno dei Paesi con minore diffusione, solo circa il 60% della popolazione ha accesso all’elettricità.

Quando però un Paese raggiunge un livello di sviluppo in cui connettività e accesso sono ampiamente disponibili, il legame tra PIL e adozione si attenua sensibilmente. A quel punto, le differenze dipendono più da elementi come alfabetizzazione digitale, competenza linguistica, struttura demografica — in particolare l’età media — contesto normativo e grado di integrazione dell’IA nei luoghi di lavoro.

Conclusione

Sulla base dei dati di download delle app AI in 64 Paesi, che nel complesso rappresentano il 70% del PIL globale, l’Indice di adozione dell’IA mostra che la diffusione è più elevata nelle nazioni piccole, digitalmente avanzate e dotate di strategie nazionali sull’intelligenza artificiale introdotte in anticipo. In testa figurano Singapore (66%), Cile (60%) ed Emirati Arabi Uniti (56%).

I Paesi baltici, pur con dimensioni contenute, dispongono di infrastrutture digitali solide, un’elevata competenza linguistica in inglese e una popolazione abituata alla tecnologia, elementi che favoriscono un’adozione più rapida rispetto a realtà demograficamente più ampie.

Mercati con crescite percentuali molto elevate — come Nigeria (600% anno su anno), Pakistan (300%) e India (267%) — evidenziano una domanda in espansione, ma restano frenati da limiti infrastrutturali.

Nei Paesi con basso sviluppo economico, fattori strutturali come accesso all’elettricità, disponibilità di dispositivi e connessione Internet continuano a rappresentare un vincolo. Una volta superata questa soglia di connettività diffusa, il PIL pro capite perde gran parte della sua capacità predittiva sull’uso dell’IA. A quel punto, incidono maggiormente variabili come alfabetizzazione digitale, lingua, struttura demografica — in particolare l’età media — contesto normativo e grado di integrazione dell’intelligenza artificiale nelle pratiche quotidiane di aziende e istituzioni.

Il dataset completo è consultabile nella pagina dell’Indice di adozione dell’IA.

Metodologia dell’analisi

Per stimare la popolazione annuale dei Paesi tra il 2023 e il 2025, il team di ricerca ha utilizzato i dati di Worldometers.info e delle Nazioni Unite. Questi valori sono stati poi confrontati con i volumi di download registrati su Google Play Store e Apple App Store per le 100 app AI più popolari. Incrociando popolazione e download, sono stati calcolati i tassi annuali di adozione dell’intelligenza artificiale.

Limitazioni metodologiche

  • Il dataset si basa esclusivamente sulle statistiche di download provenienti da Google Play Store e Apple App Store. Restano quindi esclusi altri canali rilevanti, come installazioni di software desktop, pacchetti Android installati manualmente (APK), strumenti via browser e download diretti dai siti dei fornitori.
  • La metrica principale è il numero di download, che non coincide necessariamente con il numero di utenti unici. Un singolo utente può generare più download cambiando dispositivo, reinstallando o aggiornando un’app, con il rischio di sovrastimare l’adozione. I dati riflettono quindi il volume di attività di download, non la dimensione effettiva della base utenti attiva.
  • La localizzazione geografica si basa sull’area impostata nell’app store dell’utente, che può non corrispondere alla posizione fisica reale. Il fenomeno è particolarmente rilevante nei Paesi con restrizioni Internet, dove alcuni utenti registrano account in altri Stati per aggirare limitazioni o censure.
  • I tassi di adozione sono calcolati normalizzando i download sulla popolazione totale di ciascun Paese. Il metodo non tiene conto di variabili strutturali che influenzano la diffusione tecnologica, come penetrazione di Internet, possesso di smartphone o distribuzione demografica. Le comparazioni dirette tra Paesi con infrastrutture tecnologiche molto diverse vanno quindi interpretate con cautela.
  • Il campione è limitato a 100 app AI preselezionate, con un possibile bias di selezione: non sono inclusi download provenienti da operatori minori, di nicchia o fortemente regionali, che rappresentano comunque una quota del mercato.
  • Tra i grandi attori globali assenti figura la Cina. Il Google Play Store è bloccato nel Paese e l’App Store di Apple rappresenta circa il 20% del mercato locale delle app. Alla luce di questi vincoli, la Cina è stata esclusa dall’analisi.